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Pannello 11 - Sul mucchio de lu fiè, come su a lu paradiso!

Giugno 1972. Domenico Giannobile in alto sul mucchio, alla sua sinistra il figlio Giorgio, in basso il figlio Tonino. Hanno scattato questa fotografia i loro parenti Giovanni La Spina e Dina Cifà
Pannello 11 - La trebbiatura
Giugno 1972. Domenico Giannobile in alto sul mucchio, alla sua sinistra il figlio Giorgio, in basso il figlio Tonino. Hanno scattato questa fotografia i loro parenti Giovanni La Spina e Dina Cifà

Giorgio aveva quasi 18 anni ed era studente, il padre Domenico era un contadino, Tonino stava iniziando la sua carriera presso la vecchia azienda telefonica di stato “SIP”.
Tutti gli uomini della famiglia sono intenti a formare un grande e alto mucchio di fieno, dopo aver essiccato l’erba raccolta dal campo.

L'erba raccolta nei campi veniva portata nell'aia.

Il mucchio del fieno veniva costruito sempre nelle vicinanze delle abitazioni, nell'aia o comunque in un terreno vicino casa.

Lo stesso procedimento di costruzione del mucchio del fieno si applicava anche alla paglia, cioè alla stoppia del grano, ottenuta dalla trebbiatura, prima che la tecnologia ci fornisse le prime imballatrici.

Esisteva un attrezzo, detto tagliafieno “tajafiè” (come quello nella foto sotto), una specie di sega larga ed affilata, con la quale il fieno veniva tagliato a fette: si ottenevano come dei mattoni di fieno, che poi venivano portati nelle stalle, nelle stagioni fredde, quando non c’era disponibilità di erba fresca da dare alle bestie allevate.

 

 

traja
la traja (nominata nelle testimonianze di Giorgio Giannobile) piena di fieno, trascinata dalle “marchigiane” condotte da Alfredo Malavolta.  Foto degli anni Sessanta del nipote Alfredino Malavolta.

 

mucchio del fieno con il taglio verticale
Il mucchio del fieno così diveniva sempre più stretto, man mano che lo si “affettava” con “lu tajafiè” 
tajafiè
tajafiè

 

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