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Pannello 12 - Con la mietilega, il sogno di far prima s'avvera

Fine degli anni '70, mese di luglio. Santino, padre di Tonino, nel suo campo di grano o forse di orzo. E’ impegnato nella raccolta dei cereali con la "mietilega", strumento meccanico capace di velocizzare il lavoro agricolo.
La mietitura meccanica
Fine degli anni '70, mese di luglio. Santino, padre di Tonino, nel suo campo di grano o forse di orzo. E’ impegnato nella raccolta dei cereali con la "mietilega", strumento meccanico capace di velocizzare il lavoro agricolo.

Al gruppo collettivo dei mietitori manuali, si è sostituita una singola figura.

La comparsa della macchina nelle sue varie tipologie, nella vita contadina, introduce il senso del progresso associato alla velocità e alla razionalità del lavoro.
La mietilega costituisce il primo accenno di una meccanizzazione della mietitura: il passaggio dalla falce alla mietilegatrice.
Questa macchina si assemblava dalla motofalciatrice, a cui si doveva sostituire la parte "falciante" con la mietilegatrice. Come ci racconta Tonino: - per portarla c'era bisogno di braccia, gambe, cuore e........tanto sudore!-

Nella foto sono visibili due momenti:
in primo piano la mietitura meccanica di Santino (1921-2020), con i covoni, o manne (a Rocche chiamate "manocchi"), che la macchina legava con corda e lasciava allineati nel suo percorso di lavoro ordinati e già legati;
più in fondo la mietitura manuale con la falce di Giustino, un vicino, e i covoni ancora da sistemare.

Il lavoro successivo consisteva nel raccogliere i covoni per formare la "cavalletta" (visibile subito al di sopra di Santino nella foto), sistemandoli in un ordine ben preciso: cinque covoni per piano (a stella), per resistere al vento, e le spighe rivolte verso l'interno, per proteggerle dalla pioggia.

I manocchi, in un secondo tempo, venivano trasportati nell'aia, dove veniva edificata la "serra", cioè un enorme cumulo dell'intero raccolto, e ove veniva effettuata la trebbiatura.
Tutta questa lunga e complessa serie di operazioni fu pian piano soppiantata dall'avvento delle mietitrebbiatrici, che, in un unico passaggio, riuscivano a fare la raccolta e la trebbiatura.

Nella foto qui sotto, lavoro collettivo: con la forca si spostano i manocchi, dalla serra, al “solleva-manocchi” della trebbiatrice. Foto di Tonino Di Baldassarre.

trebbiatura

 

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