I genitori di Elisa, dopo anni di soggiorno a Roma, dove emigrarono negli anni ‘60, hanno pensato di costruire una nuova casa nella loro campagna di Rocche, per trascorrere le vacanze estive e, successivamente, il periodo di pensionamento.
Vendettero così la loro vecchia casa di Rocche Ceppino, per costruirne una più moderna.
La vicenda della famiglia Lizzi è emblematica nella storia dei nostri borghi, abbandonati dai contadini, non per ragioni di miseria, come nella prima ondata migratoria diretta verso il Nuovo Continente.
Questa volta si lasciavano le vecchie case contadine, ritenute ormai scomode e evocative del periodo di povertà, per avere delle situazioni abitative più confortevoli.
Era il periodo del cosiddetto “boom economico” che prometteva benessere e felicità per tutti nelle industrie cittadine.
Il miglioramento effettivamente ci fu e si tradusse in nuovi sogni ed obiettivi: il risultato, però, fu lo spopolamento dei borghi e la diffusione di villette familiari isolate lungo la via Nazionale, con un completo mutamento dell’urbanistica e delle abitudini.