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Pannello 14 - Tutto il paese a catechismo per la Pasqua del '45

1945. Ai lati della croce i due parroci di Rocche: a dx Don Michele, parroco di S.ta Felicita; a sin Don Carlo, di S. Nicola; sotto i parroci, i Passionisti. L’uomo sotto la croce è Manlio Paoletti (Mannì), dietro è sua figlia Pina e suo padre.
Pannello 14 - Tutto il paese a catechismo per la Pasqua del '45
1945. Ai lati della croce i due parroci di Rocche: a dx Don Michele, parroco di S.ta Felicita; a sin Don Carlo, di S. Nicola; sotto i parroci, i Passionisti. L’uomo sotto la croce è Manlio Paoletti (Mannì), dietro è sua figlia Pina e suo padre.

8-22 aprile 1945, data ancora visibili sul cuore di pietra posto in ricordo di quei giorni di Missione, in piazza Berlinguer.

Stava concludendosi la Seconda Guerra Mondiale, la provincia di Teramo era stata liberata dagli Alleati nel giugno 1944.

I Padri Passionisti erano giunti a Rocche dal convento di San Gabriele a Isola del Gran Sasso per la “Missione”, sono riconoscibili dagli occhiali.

Le “missioni” si attivavano sempre su invito del parroco del luogo, in questo caso Don Michele Di Carlo (1900-1968). La pratica delle missioni interne riceve impulso dal pontificato di Pio XII.
Le missioni nascono per combattere l'abbandono della pratica religiosa da parte di numerosi credenti, l'aumento dell'indifferenza religiosa, il diffondersi di correnti
ideologiche anti-cristiane.

Ne conseguiva che le prediche, fervide e appassionate, avessero come punti fermi la salvezza dell'anima, i castighi del peccato, l'inferno, la lotta senza tregua alle correnti ideologiche ostili al cattolicesimo.

Una caratteristica peculiare delle missioni fu la massiccia partecipazione degli uomini, anche grazie alla mobilitazione dell'Azione Cattolica.

Di solito, invece, le funzioni religiose che si svolgevano nel corso dell'anno, erano frequentate prevalentemente da donne.

I predicatori, di ordini diversi a seconda delle località (Cappuccini, Passionisti, Domenicani), si accostavano alle comunità di battezzati con gli stessi strumenti con i quali i missionari si relazionavano con i popoli dell'Africa o dell'Asia da evangelizzare.

Il nome stesso di “Missioni”, con cui vennero denominate queste giornate di predicazione, tradiva chiaramente l'intenzione della Chiesa di ritornare missionaria in una terra da cui rischiava di essere estromessa da forti movimenti laicisti e atei.

I volti delle donne e degli uomini sono cotti e bruciati dal sole. Anche i parroci locali hanno gli stessi volti dei loro parrocchiani. Gli unici volti che spiccano, sia per l’aspetto intellettuale dato dagli occhiali, sia per il pallore conventuale, sono proprio quelli dei predicatori Passionisti, estranei alla comunità rurale.

coro di donne

   Un’altra scena della missione del '45, coro di donne.
    Foto di Duvis Maria Herrera

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Civitella del Tronto , devozione popolare , MARr CUORd , MarrCuord , povertà nel Dopoguerra , Rocche di Civitella

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