La nuova casa dei Lizzi ha assunto la sua veste definitiva, circondata da un rigoglioso giardino. Il giardino è sempre stato oggetto di ammirazione per occhi esterni che lo
fissavano e perfino lo fotografavano.
Il giardino era il regno di Domenico (1910-2001), che a Roma aveva lavorato come pasticciere. Gli piaceva alternare il lavoro di agricoltore a quello di giardiniere.
Come giardiniere, con entusiasmo e creatività, disponeva colorati filari di rose, oltre a sculture per ornare il giardino, di sua produzione, come quella visibile in foto. Decorava i muretti con rime inneggianti alla bellezza e all'armonia del suo Eden.
Quel giardino era anche il luogo di esplorazioni per il nipotino Andrea, che in tutte le estati della sua infanzia non finiva mai di sorprendersi per le meraviglie di quei tanti profumi e colori.
Gina (1917-1994), che si era perfezionata a Roma come sarta per signore, continuava questa attività anche a Rocche, dove potè esprimere al meglio le tecniche apprese, con grande soddisfazione della sua clientela.
E’ un esempio di come gli emigranti di ritorno possano contribuire, riportando i saperi appresi in altri luoghi, allo sviluppo sociale, economico e culturale del paese d’origine.